Monte Cavioio

La vetta che immediatamente sovrasta Arsiero è il Monte Caviojo, detto anche Redentore perché nell'anno 1900 sulla sua cima è stata innalzata una grande statua del Redentore. Essa riproduceva la piccola statua che sovrasta l'altare maggiore della Chiesa Arcipretale di Arsiero ed era in legno ricoperto di piombo, alta parecchi metri fu distrutta durante la I guerra mondiale nel 1916. La Pro Arsiero, poiché non fu possibile rimettere sulla vetta la statua distrutta, adattò a cappella una grotta naturale esistente sotto la sommità del monte e vi costruì un piccolo altare su cui venne posta una statua in pietra del Redentore, esatta riproduzione di quella distrutta. Sulla sommità del Caviojo i Giovani esploratori di Arsiero hanno poi eretto una Croce e costruito un piccolo rifugio in ricordo del loro compagno Ottorino Vettori, caduto in quel luogo nel 1946. Ogni anno, in settembre, visi tiene una suggestiva cerimonia.

 Il Monte Cimone

La conquista del Monte Cimone da parte degli Austriaci durante la famosa Strafe-Expedition del 1916 fu abbastanza agevole sia per la favorevole posizione degli avversari che per la poderosa azione delle sue artiglierie austriache. Ecco come il bollettino austriaco del 26 maggio annuncia la conquista del Cimone: “A nord di Arsiero gli italiani sono stati sloggiati dalle loro posizioni all'ovest di Barcarola; e poi le nostre truppe, con un combattimento di sette ore, hanno distrutto i boschi a nord di Monte Cimone ed hanno occupato la vetta di questa montagna”.
Così, in pochi giorni, tutto il territorio di Arsiero cadde in mano degli austriaci che il 31 maggio annunciarono anche la conquista del Monte Priaforà e il 3 giugno, impadronitisi del Monte Cengio, si spinsero fino agli abitati di Seghe, di Velo d'Astico e Schiri. Dopo queste giornate iniziò l'azione delle nostre truppe per la riconquista del Monte Cimone che continuò incessante per mesi fino al 23 luglio, quando la vetta ritornò in mano italiana. Scrive il Capitano Mario Sfondrini nel suo diario di guerra*:”La conquista del Monte Cimone fu un buon successo che non trova riscontro in nessuna azione sui fronti degli eserciti alleati e, al confronto, può reggere soltanto la scalata ai roccioni insuperabili del Monte Nero. Al Monte Nero aiutò la sorpresa, qui, in mancanza di questa, ci volle raddoppiato ardimento, raddoppiata tenacia, centuplicati sacrifici di vite”.

Il Monte Cimone resterà memorabile anche per la grandiosa mina fatta esplodere dagli austriaci.

 CIMITERO MILITARE MONUMENTALE DI ARSIERO

Un senso di naturale poesia avrebbe voluto che le salme dei soldati caduti sul campo d'onore non fossero rimosse di dove li colse la morte. Ma, purtroppo la poesia non resiste alla realtà, e la maggior parte dei 1840 Cimiteri di guerra, specialmente quelli di montagna, sparsi nelle diciassette provincie che da Zara a Sondrio costituirono la zona di guerra non resistettero neanche dieci anni.
Si imponeva, pertanto, una soluzione definitiva al problema della sistemazione delle tombe di guerra, il Capo del Governo lo affrontò e ne affidò la soluzione al Generale Giovanni Faracovi, egli, con gli esigui mezzi a disposizione, realizzò il concetto degli Ossari che hanno il duplice carattere della monumentalità e della perpetuità delle tombe. 
Vennero ideate tre grandi linee di opere principali, corrispondenti ai vari fronti di guerra: linea dell'Isonzo con le opere di Redipuglia, Gorizia e Caporetto linea del Piave con le opere di Fagarè e del Montello linea montana con le opere di Santo Stefano di Cadore, Cortina d'Ampezzo, M.Grappa, Asiago, Arsiero, Schio, Pasubio, Castel Dante di Rovereto, Passo del Tonale e Passo dello Stelvio.
Per la zona di Schio provvedevano già in parte l'Ossario del Pasubio con oltre 1500 salme, l'Ossario del Cimone con 2173 salme e l'Ossario di Asiago con circa 28.000 salme. 
Per la rimanente zona furono costruiti il Chiostro-Ossario della Santissima Trinità di Schio che raccoglie 5013 salme e il Cimitero Monumentale di Arsiero con 2173 salme provenienti dai Cimiteri militari o civili di Arsiero, Brancafora di Pedemonte, Casotto, Forni, Fusine, Malo ed in parte di Marano Vicentino, Pedescala, Posina, Piovene, Sandrigo, S.Pietro Valdastico e Tonezza. 
Questo Cimitero monumentale di Arsiero è uno dei pochi rimasti, essendo stato applicato con elasticità il concetto di concentrazione negli Ossari.

BREVE STORIA DEL CIMITERO MILITARE MONUMENTALE DI ARSIERO
Durante la guerra Arsiero ebbe un piccolo Cimitero Militare sopra l'abitato, alle pendici del Monte Caviojo (Redentore).
Dopo la guerra venne decorosamente sistemato accanto al Cimitero civile. 
Il Generale Faracovi volle dare a quel luogo di sepoltura un carattere di monumentalità, con un ingresso architettonico grandioso, una decorosa recinzione e paline di marmo per ciascuna tomba. Durante l'ultima guerra mondiale, nel 1943, vennero tolte le cancellate che lo recingevano sui lati nord ed est per darne il ferro alla patria e i vuoti vennero chiusi con muretti.
A guerra conclusa il Presidente provinciale dell'Ass. Naz. Del Fante, Comm. Mantovani, raccolta la richiesta dei cittadini di Arsiero, si interessò per la ricostruzione delle quattordici cancellate di m.4,20 x 1,50. 
Con l'interessamento di varie persone il progetto fu realizzato e fu così possibile riportare il sacro recinto alla maestosità iniziale, con una solenne cerimonia di inaugurazione il 26 giugno 1955.

E LA MONTAGNA RIVELA ALTRE TOMBE......
Il 5 novembre 1953 due giovani di Arsiero, vagando per la montagna in cerca di materiali ferrosi (residuati della I guerra mondiale) trovarono degli scheletri umani. 
Prontamente avvertirono le autorità e il giorno seguente una Commissione ordinata dal Sindaco si recò sul posto. Si rinvennero 28 salme, sepolte in posizione di attesa o di difesa lungo una trincea. Forse quei soldati erano rimasti sepolti dallo scoppio di un grosso proiettile nel maggio 1916, all'inizio della "strafe expedition". Domenica 23 maggio 1954, dopo la veglia funebre presso il Municipio durata tutta la sera e la notte del sabato, le 28 salme furono solennemente tumulate nel Cimitero Militare.

IL RICORDO DEI CADUTI AFFRATELLA LE NAZIONI 
Il 4 settembre 1952 Arsiero visse una giornata di intensa spiritualità accogliendo circa duecento ex-combattenti austriaci del salisburghese, appartenenti al 39° Reggimento Fanteria, quelli stessi che tennero testa per tanto tempo e con altrettanto onore ai nostri soldati del Cimone. 
Questi veterani vennero per rendere un devoto omaggio ai compagni d'arme sepolti nei nostri cimiteri di guerra ed era presente anche il caporale Georg Schmied che 36 anni prima aveva fatto brillare la mina sul monte Cimone. 
Temevano un'accoglienza ostile, rimasero invece colpiti dalla cordialità con cui vennero accolti e soprattutto dalla cura con cui vengono custoditi i loro Caduti.
Ancora oggi, in agosto, alle celebrazioni sul monte Cimone partecipa una delegazione degli ex-combattenti austriaci.


PIETRO MAROCCO

 MEDAGLIA D'ORO

ASPIRANTE UFFICIALE
del 159° Reggimento Fanteria

PIETRO MAROCCO
di MILANO
 
Prescelto per il suo noto coraggio, attraversava di notte,
durante il fuoco della nostra artiglieria, la zona in cui 
scoppiavano le granate e ne constatava gli effetti sui 
reticolati nemici. Dopo essere riuscito ad attraversare, da 
solo, il primo ordine di reticolato che era stato distrutto, 
vi ritornava accompagnandovi la squadra porta-tubi per 
continuare la distruzione e, sotto il fuoco di fucileria e di 
una mitragliatrice, che aveva scoperto ed obbligato la
squadra ad abbandonare a circa 5 metri dal secondo
reticolato i tubi, riusciva da solo, carponi, a ricuperarli 
uno alla volta. Il mattino seguente, ritornava con la 
compagnia presso i reticolati avversari, guidando ancora 
i portatubi; mentre li incoraggiava ad avanzare, sotto il 
fuoco bene aggiustato del nemico e ne sostituiva egli 
stesso uno, che era rimasto ferito, veniva colpito
all'inguine e dava eroicamente alla Patria la sua giovane
esistenza." 


Durer, 21-22 ottobre 1915
Boll. Min.Disp.69" del 1916
 
Ara

L'ARA VOTIVA 
Quando ancora esisteva ad Arsiero il vecchio Cimitero di guerra, la popolazione dimostrò profondo sentimento di riconoscenza per i soldati caduti durante il terribile conflitto. 
Nel 1925, prima dell'inaugurazione del Cimitero Militare Monumentale, per iniziativa della locale Sezione Combattenti, venne costruito il bel monumento che sta al centro del cimitero e comprende l'Ossario sul quale, sorretta da quattro colonne, spicca la lampada votiva.
L'Ossario raccoglie le spoglie di 403 Italiani e di 726 Austriaci sconosciuti, raccolte nei vicini campi di battaglia. Fra esse con ogni probabilità, riposa il figlio di Maria Bergamas, caduto in combattimento sul monte Cimone, che più tardi venne eletta Madre spirituale del Soldato Ignoto d'Italia. 
Per la costruzione dell'Ara votiva contribuì tutta la popolazione di Arsiero; progettista e direttore dei lavori fu il geom. Carlo Pirinoli 

didascalia

 

SOTTO QUESTO MONUMENTO 406 ITALIANI E 723 AUSTRIACI MILITI IGNOTI AFFRATELLATI NELLA MORTE RIPOSANO IN DIO 

HIER RUHEN IN GOTT 406 ITALIANER UND 723 OESTERREICHER UNBEKANNTE GEFALLENE IM TODE VEREINT 

IL CRISTO MUTILATO 

Nelle inferriate del Cimitero Militare Monumentale, in quella centrale, in una teca a croce, era collocato il “Cristo Mutilato”. Il Crocefisso, che aveva la sola parte centrale, portava il corpo del Redentore, privo delle braccia e di un piede, allo scoppio della guerra 1915-18 si trovava nella Chiesa Arcipretale di San Michele Arcangelo di Arsiero, al lato destro del pulpito. Venne la guerra con la tragica “strafe expedition” del maggio 1916. La Chiesa venne seriamente danneggiata dalli bombardamenti, mentre il paese fu occupato dagli Austriaci. 

Il Cristo, però, rimase intatto sul pulpito, così come la bella pala dedicata a San Michele Arcangelo. Fu verso la fine della guerra, nel maggio 1918, venne colpito e gravemente danneggiato … La mattina del 16 maggio 1918 il comandante della locale stazione dei carabinieri, Maresciallo Olinto Ebaghetti, dopo un furioso bombardamento dell'artiglieria austriaca, uscì dalla baracca del comando e, girando tra le macerie, arrivò alla Chiesa. Fra cumuli di calcinacci scoprì il Crocifisso, ridotto ad un moncone. Il Maresciallo lo raccolse e lo portò nella baracca del comando.
 
Il “Cristo mutilo” è stato poi, per circa 35 anni, custodito da don Giuseppe Busato, la cui famiglia ne ha poi fatto dono ai fanti di Arsiero. Questi vollero che esso trovasse posto, a protezione e perpetua benedizione dei Caduti, nella croce-teca al centro dell'inferriata centrale, durante una suggestiva cerimonia svoltasi il 26 giugno 1955 alla presenza dell'ormai anziano maresciallo Ebaghetti. Due targhe in bronzo, una sopra e l'altra al piede della croce, portano le scritte:

A TUTTI I CADUTI IN GUERRA ACCOMUNATI NEL GLORIOSO OLOCAUSTO CHE LA PATRIA RISORTA ADDITA ALLA RICONOSCENZA DI TUTTI GLI ITALIANI
26 giugno 1955 I Fanti vicentini

PROTETTI DAL CRISTO MUTILATO TRA FIORI E CUORI VIGILANTE IL POPOLO DI ARSIERO RIPOSATE EROI D'ITALIA
Arsiero, 26 giugno 1955

Successivamente il "Cristo mutilo", ormai irrimediabilmente rovinato dal tempo, fu sostituito con una copia in schegge di ferro ricavate da bombe.

Bibliografia
BUSATO ANGELO 
 
I FORTI

Campomolon e Cornolo'

Del Forte Cornolò situato a quota m.545, tra la val di Posina e la Val di Rio Freddo, a proteggere Arsiero, oggi non rimangono che pochi resti di murature, la visita alle rovine di Forte Campomolon, situato a 1853 m di quota per contrastare le fortezze folgaretane, permette di cogliere l'imponenza architettonica delle sue strutture, lasciando intravedere, nel blocco-batterie, la serie delle quattro cupole corazzate. 

        

 

        


foto: Tiziano Busato